Non vorrai litigare per 1,7 Miliardi?

La modica cifra sembra dividere i due vecchi amici per il controllo della parte beverage di LVMH.
Diageo, con advisor Goldman Sachs, ha offerto a LVMH 8,9 miliardi di sterline ma i francesi, con advisor Lazard, ne vogliono 10,6.
Bernard Arnault e Paul Walsh avranno sicuramente delle giornate pienotte in questo periodo.

Il primo ha passato gli ultimi 25 anni ad accumulare marchi di prestigio come Hennessy cognac, Glenmorangie single malt, Krug champagne e Louis Vuitton arrivando ad avere una reputazione di uomo d’affari tra le più elevate del settore.
Il secondo, dopo la creazione di Diageo nel 1998 con la fusione Guiness e Grand Metropolitan, ha messo insieme un gruppo con altri prestigiosi marchi quali Johnnie Walker, Smirnoff vodka e J&B ma vede il concorrente Pernod fare altrettanto ed espandersi.
Alcuni analisti giudicano la stretegia di Diageo molto positiva in quanto rinforzerebbe la posizione del gruppo nel segmento del lusso in questo momento economico che potrebbe vedere a breve una ripresa. Diageo ha al momento il 34% di Moët Hennessy.

Walsh sogna da molto tempo di acquisire anche una grossa azienda nel campo della birra come la SAB Miller per creare un colosso. Walsh inoltre ha avviato le trattative con Vijay Mallya per rilevare parte del colosso indiano e non toglie nemmeno lo sguardo da Brown-Forman soprattutto per il controllo di marchi di bourbon.
Gerard Rijk, analista di ING, sostiene che Diageo abbia tre grandi buchi nel proprio porftolio: il primo riguarda cognac e champagne, quindi Moët lo colmerebbe; il secondo è il bourbon e Jack Daniel’s o Jim Beam sarebbero candidati e terzo la tequila con Jose Cuervo che per ora è solo distribuita da Diageo.

Liberamente tratto e tradotto da The Scotsman

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