Gli imbottigliatori indipendenti ringraziano

Leggendo un articolo sull’ottimo blog di Bruichladdich sono nati un po’ di spunti. Molto interessante l’analisi riguardante gli imbottigliatori indipendenti.

Gli imbottigliatori indipendenti hanno iniziato la loro fortuna durante dopo la crisi del 1980-82 quando le distillerie hanno razionalizzato i propri magazzini.
Inoltre hanno acquisito altri stock provenienti dalle distillerie chiuse durante la grande crisi petrolifera del 73.
Tutti questi stock sono stati svenduti sul mercato e attualmente sono molto ricercati in quanto rari e maturati negli anni sessanta quando la qualità era certamente più alta dell’attuale in quanto non industrializzata.

Dal 1986, con l’operazione di Diageo dei “Classic Malts” il mercato ha avuto una crescita costante.
In questo periodo sono stati usati molti whisky del periodo 1964-69 sono stati utilizzati per produrre prodotti al 40% di grado alcolico (quindi filtrati a freddo).

Questa razionalizzazione con conseguente chiusura di distillerie e “appiattimento” degli stock hanno creato un surplus di single malt distillati negli anni settanta.
L’altro periodo di assestamento sugli stock si è avuto all’inizio degli anni ’90 quando i distillati di brand non strategici sono stati venduti. Non è escluso che questa nuova recessione possa fornire agli imbottigliatori indipendenti qualche altra “perla”.
Ma c’e’ da dire che il successo dei single malt spesso è il risultato di periodi di recessione.

Scritto prendendo spunto da The B’Laddie B’Log

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