Non bevo meno, ma bevo peggio

Segnali preoccupanti (per la qualita’) ma non inaspettati arrivano anche dal mercato statunitense.

Il fatturato degli “spirits” nel 2009 e’ rimasto pressoche immutato, non ostante una crescita dei volumi di circa 1.4%, si e’ verificato un aumento di prodotti a basso costo (+5.5%) a discapito di quelli di fascia alta (-5.1%).
I dati sono stati forniti dalla Distilled Spirits Council of the United States (DISCUS).
Peter Cressy. CEO di DISCUS, vede segnali di ripresa ma non sa indicare quando la recessione sara’ totalmente alle spalle.

Nel 2008 le vendite in valumi salirono del 1.6% e il fatturato del 2.8& a 18.7 miliardi di dollari che di fatto lo stesso dato del 2009.
L’esportazione dei liquori americani e’ caduta di circa il 5% rispetto al 2008.
La cosa positiva per il whisky (e affini) e’ il fatto che l’aumento dei volumi riguarda principalmente tequila (+5.2%), vodka (+4,9%), brandy e cognac (+3.3%), il che significa che non e’ il prodotto che si e’ “svalutato” maggiormente.

Fortune Brands Inc (Jim Beam, Maker’s Mark, oltre che, ad esempio Sauza tequila) ha avuto un aumento di vendite del 3.5% nel Q4 2009 soprattutto grazie alle esportazioni facilitate dalla debolezza del dollaro.

Fonte: Reuters

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