Ammesso che ci arriviate

Diageo ha concordato col proprio fondo pensione di utilizzare 2.5 milioni di barili di distillato come copertura del deficit di 862 milioni di sterline accumulato.

L’accordo, spalmato su 15 anni, prevede che l’operazione generi 25 milioni di sterline all’anno verso il fondo pensione, ricavato dal “riscatto” del distillato da parte di Diageo a un prezzo superiore.
Il distillato, che ha meno di tre anni e quindi non è ancora tecnicamente “whisky”, verrà trasferito al fondo pensione come garanzia. Diageo puo’ modificare il “portafoglio” ritirando il whisky a maturazione avvenuta e reintegrarlo con nuovo distillato per mantenere il valore del book costante.

L’immagine dei pensionati che dilapidano la pensione bevendo è quindi capovolta.
Diciamo che questo dovrebbe essere un ottimo indicatore per chi vuole investire in whisky. Ricordatevi che l’angels’ share e’ tra il 2 e il 4% quindi se vi trovano i magazzini vuoti non la farete franca.
In ogni caso, essendo oramai un fautore convinto del baratto, pagatemi la pensione in whisky: limiteremmo le emissioni di CO2 e inutili passaggi di denaro.

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