Non siamo tra i primi 10

Scorrendo i numeri pubblicati sulle esportazioni di whisky scozzese si nota sicuramente come l’Asia sia il traino e l’Europa ha volumi stagnanti ma i fatturati in aumento (quindi traete voi le conclusioni).

I numeri resi noti dalla SWA e presi dall’agenzia doganale ci dicono che 9 dei maggiori 10 mercati per il whisky scozzese sono cresciuti nei primi 6 mesi dell’anno arrivando a 1.47 miliardi di sterline, il 17% in più rispetto allo stesso periodo del 2009.
In Sud Africa l’incremento è del 44% (52.8 milioni), +34% gli USA (233.7 mio), Francia +6% (194.1 mio). La Grecia, colpita dalla profonda crisi economica, ha avuto un calo del 9%.
La Francia rimane il principale mercato per vendite con 80.2 milioni di bottiglie (con un calo del 2% nei volumi)
Le vendite in India sono cresciute del 36% a 19.2 milioni di bottiglie, diventando il quinto mercato dopo Francia, America, Spagna e Singapore.
I migliori 10 mercati includono anche Sud Korea, Sud Africa, Germania, Taiwan, Grecia ed Emirati Arabi.
La Tailandia ha avuto un incremento di ben il 79%
I Single malt sono cresciuti del 31% (a 242 mio), i blended del 9% (a 1.1 miliardi). Il volume totale è cresciuto del 3%, l’equivalente di 477 milioni di bottiglie.
La Cina al momento pesa circa 80 milioni di sterline all’anno ma la stima di SWA è che abbia un incremento del 100% in cinque anni, anche a seguito degli accordi col governo di Pechino per la registrazione dell’indicazione geografica. Nel frattempo Diageo si sta muovendo in Cina per acquisire il colosso Shui Jing Fang per 700 milioni di sterline.

Sono passati un po’ di anni da Marco Polo e Matteo Ricci, se ancora pensate che il mondo non sia cambiato, vuol dire che avete una buona scorta di scotch a casa.

 

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