Scotch Gin

Oggi parliamo di Gin…Ok, magari mancano notizie più cicciotte in estate, dove le distillerie vanno in “silent”, però in questo caso non siamo molto lontani dal “nostro” mondo.
Mi spiego, visto che siamo abituati a bere a queste latitudini Gin di pessima qualità, parlo di Gin buono, prodotto in “small batch” e da distillerie che ben conosciamo.

Ecco una breve carrellata di Gin “superior”.
Bruichladdich produce nel suo still “Ugly Betty” un gin davvero buonissimo (assaggiato per gentile concessione di Claudio), The Botanist, utilizzando erbe di Islay per l’infusione.
Anche Inver House ha lanciato un anno e mezzo fa il Caorunn Scottish Gin (“Celtic Botanicals”), prodotto a Balmenach, e che ha avuto molti riconoscimenti di vendite e di premi.
William Grant invece è sul mercato premium col sui Hendrick in batch di 450 litri prodotti a Girvan, accanto a 8 mega distillatori a colonna. Vengono aggiunti anche aromi di rosa e di cetriolo…chissà  se riuscirei a digerirlo…
VC2 è sul mercato invece con Boe Superior Gin, prodotto a Doune vicino a Stirling.

Alcuni produttori di Gin, tra cui Hendrick e Boe, utilizzano in combinazione con still classici, con un curioso alambicco, il Carter-Head Still, brevettato nel 1948, disponibili in pochi esemplari. Questo alambicco utilizza un meccanismo vapore/infusione. Mentre il normale alambicco va in bollitura con gli aromi, andando poi a condensare i vapori, questo alambicco ha tutte le erbe separate in un cestello che viene attraversato dai vapori di distillazione.

Sento un rumore come di menti che si aprono. Modestamente.

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