Il whisky, i superalcolici, i liquori, i distillati e la tassazione: un po’ di chiarezza, spero

In questi giorni si parla ancora di possibili aumenti della tassazione sui “supealcolici”. Si sente spesso dire “io bevo solo vino e non superalcolici o liquori”. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, anche per spingere qualcuno a esplorare campi poco conosciuti e quindi nemici.

Allora premesso che il whisk(e)y è un distillato di cereali (o nella dicitura italiana acquavite di cereali), fa parte da un punto di vista fiscale dei superalcolici.

Quindi: superalcolico è una definizione solamente fiscale, indica bevande alcoliche con gradazione superiore a 21% sul volume e quindi non dà nessuna indicazione utile a un consumatore, come del resto quando si parla di doppio malto per le birre. Quindi capite bene che nella categoria ci stanno dentro dalla vodka alla pesca al liquore centerbe passando per amari, nocino, lemoncello, oltre che gin, vodka, grappa e ovviamente whisky. Solo per indicarne alcuni.

Quindi la differenza tra distillati e liquori è, in due parole:

  • acquaviti o distillati: sono ottenuti per distillazione di mosti fermentati (es. cereali, frutta). Fanno parte di questa categoria, ad esempio, gli whisk(e)y, i gin, la vodka, la grappa, il kirsh
  • liquori: sono ottenuti per infusione, macerazione oppure per miscelazione di alcool etilico con altri ingredienti. Fanno parte di questa categoria, ad esempio, gli amari, il nocino, il lemoncello, il Campari

Sono partigiano e e me ne vanto: sappiate che i liquori spesso contengono molti zuccheri e che quindi non fanno affatto digerire ma ottengono il risultato opposto. Se dopo aver bevuto l’amaro del veterinario il giorno dopo avete la testa spaccata in due non date la colpa alla fetta di salame che vi siete mangiati. I distillati sono molto meglio, per quanto ci siano anche in questa categoria un bel po’ di porcherie (il gin del discount produce lo stesso effetto).

Arriviamo alla tassazione dei “supealcolici”; la tassazione (accisa) attuale è di euro 800,01  1035,52 per ettolitro anidro di alcool etilico, il che significa che sono circa 8 10 euro a litro anidro di alcol (alcool senza acqua e quindi puro). Su una bottiglia di whisky da 0,70 al 40% di alcool avete quindi una imposta di circa 2.920 euro. Non scordatevi che c’e’ anche l’IVA al 2122% che si applica anche sull’accisa stessa in quanto “l’accisa concorre a formare il valore dei prodotti”. Quindi uno whisky da 30 euro, bottiglia da 0.7 litri al 40% di alcool avrà:

  • 2.20 3.5 euro di accisa con IVa (10.35*0,7*40% + 22% IVA)
  • 6.30 5.8 euro di IVA sul rimanente (30-accisa-iva sull’accisa)
  • Totale: 8.50 9.3 euro di tasse pari circa al 2831%

Facendo qua un confronto con gli altri paesi europei (pagina 21) si può vedere che la nostra tassazione non è sicuramente la più alta, anzi siamo nella fascia bassa; si va dai 562 euro della Bulgaria ai 5174 della Svezia (con l’aggiunta dell’IVA al 25%). La Francia (tranne che per i Rum “nazionali” prodotti nelle terre caraibiche) è circa il doppio della nostra. Se a volte vi chiedete perché in Scozia il whisky costa più che da noi, Claudio ve lo spiega (ed è già aumentata passando a 26,81 euro litro alcool anidro).

Il che non vuol dire che debbano per forza aumentarla, visto che in molti altri casi (vogliamo parlare della benzina?) le nostre tasse sono ai primi posti… Tra l’altro, per quanto l’alcool faccia certo vittime e danni anche qui da noi, penso che in Italia non rappresenti un allarme sociale: siamo agli ultimi posti di consumo pro capite di alcolici e le recenti restrizioni al codice della strada hanno fatto ancora più abbassare il consumo (Nei distillati 40% negli ultimi 10 anni, 85% negli ultimi 40).,

Quindi le cose che vi entrano nel naso e in bocca da un bicchiere sono molto più differenziate e complesse (e spesso buone) rispetto all’unica uscita verso il fisco che esce dal vostro portafoglio.

10 pensieri riguardo “Il whisky, i superalcolici, i liquori, i distillati e la tassazione: un po’ di chiarezza, spero

  • 30 agosto 2012 in 09:19
    Permalink

    Grazie Davide,
    sempre utile e puntuale.
    Volevo comunque dirti che la tua maglietta ha fatto furore quest’estate al mare (alternandola con quella del festival milanese).
    Ho visto che hai anche novità interessanti sul prossimo MWF; pensi che anche voi avrete bottiglie in vendita come a Roma?
    A risentirci
    Ciao
    Luca

  • 3 settembre 2012 in 08:47
    Permalink

    Ciao Luca, grazie sempre gentile. Si penso avremo bottiglie in vendita anche se sono ancora molto indietro sul “cosa”. A questo punto manca una linea di moda per l’uomo che non deve chiedere mai (il suo dram).

  • Pingback: MACALLAN 1824 SERIES | ANGEL'S SHARE

  • Pingback: CLASSIFICA CONTENUTI 2012 | ANGEL'S SHARE

  • Pingback: GEORGE OSBORNE, ALMENO ORA SAPETE CHI è | ANGEL'S SHARE

  • 11 aprile 2013 in 13:11
    Permalink

    Vorrei correggere l’articolo nella parte che dice “la tassazione (accisa) attuale è di euro 800,01per ettolitro anidro di alcool etilico, il che significa che sono circa 8 euro a litro anidro di alcol (alcool senza acqua e quindi puro al 99%)” …in realtà l’alcool non è mai puro al 99%, solitamente è tra il 96,20 e il 96,3…

    Saluti

  • 11 aprile 2013 in 15:41
    Permalink

    ciao Luca, l’errore sta nel fatto che alcool anidro e’ al 100%, mentre per distillazione di indica alcol puro al 95%. Alcol anidro è un valore teorico oppure ottenuto per rimozione dell’acqua con particolari procedimenti. Correggero’ per rendere meno equivocabile il tutto.

  • Pingback: AUMENTO DELLE ACCISE: BISOGNEREBBE MANDARE LORO A SCUOLA | ANGEL'S SHARE

  • 11 maggio 2017 in 21:47
    Permalink

    Attento che l’accisa è aumentata a euro 10,3552 l.a.

  • 12 maggio 2017 in 09:07
    Permalink

    grazie Paolo, era stato aggiornato in un altro articolo successivo, modificherò anche questo che risale al 2012

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »