Bill Lumsden parla di Galileo (e di altro)

Mentre state cercando di averne una bottiglia, e molti di voi non ci sono riusciti, gli amici dell’ottimo Edinburg Whisky Blog hanno fatto una bella intervista a Bill Lumsden a riguardo di Ardbeg Galileo. Eccovene una sintesi.

Bill, si è parlato molto di Ardbeg Galileo, ci puoi spiegare cosa è e qual è il razionale dietro di esso?

[…] Ci sta dietro un lavoro sperimentale che abbiamo fatto e continuiamo a fare; facciamo tanti esperimenti ad Ardbeg e abbiamo trovato che, piuttosto che i finishing, otteniamo migliori risultati riempendo barili di diverso tipo e, trovandoli magari troppo intensi, miscelandoli con classici Ardbeg maturati in ex-bourbon. Questo è quello fatto con Corryvreckan e Alligator così come per Galileo dove a bbiamo utilizzato botti ex-Marsala. Non avevo già in mente qualcosa di particolare, solo mi piaceva il Marsala e confrontandolo con qualcuno dei classici vini fortificati spagnoli, l’ho sempre trovato con un profilo più ossidato, più complesso e così ho voluto verificare cosa avremmo ottenuto. Abbiamo assemblato gli ex-Marsala con gli ex-bourbon, tutti del 1999, e questo è il risultato[..].

Com’e’ un whisky in Marsala “in purezza”?

Molto sciropposo e anche un po’ stucchevole. Lo abbiamo notato in molti esperimento fatti con Glenmorangie, tende a sopraffare il whisky. Ovviamente il carattere forte di Ardbeg sopravvive, ma miscelandolo con Ardbeg classici si ottiene un prodotto più “rotondo” e con note legnose di polish.

Qual è il motivo dietro l’utilizzo di botti di vino per Ardbeg Galileo? Il Marsala era l’unica possibilià?

In generale con i barili di vino, sia in finish che in totale maturazione, si possono avere risultati ottimi così come deludenti. Ne abbiamo molti in prova. Per Galileo ho voluto usare il Marsala principalmente perché amo quel vino e non l’ho mai visto utilizzano nell’industria del whisky (non è corretto, Wilson and Morgan, ad esempio, ha fatto alcuni finish. NDR). […]

Ci sono alcuni cask che hai provato e che magari ti hanno deluso o, al contrario, sono andati oltre le aspettative?

Con Ardbeg non ho grande esperienza. Ma con Glenmorangie ho provato Royal Tokaji casks, che mi hanno fatto piuttosto incavolare! Li ho provati molto prima degli altri nell’industria (il suo ego ancora esce bello evidente. NDR). Ho lasciato il whisky per troppo tempo ed era diventato molto legnoso. […]

Continuando a parlare della tua natura sperimentale e lasciando da parte il mondo del vino, c’e’ qualcosa d’altro su cui stai facendo delle prove e che risultati sta dando?

[…] Sto provando legni diversi, tipo il legno di ciliegio brasiliano (Brazillian Cherry Wood). Nessun altro l’ha fatto (e tre! NDR) ed è stata una prova innovativa ma la SWA mi ha bloccato […]  il disciplinare diceva “maturato in Scozia in botti di rivere per un minimo di tre anni”. Il mio whisky era maturato per dieci anni in botti di rovere e per tre in botti di ciliegio brasiliano. Quindi mi sembrava di aver rispettato le regole. In ogni caso il whisky mi faceva piuttosto schifo e sapeva un misto di marzapane e polish per mobili.

Ritornando a Galileo. I precedenti rilasci come Alligator, Rollercoaster e Supernova non avevano indicazioni di età (NAS). In questo caso ci sono motivazioni per aver fatto un vintage 1999?

Quando abbiamo deciso di ricostruire il brand Ardbeg ci siamo voluti concentrare sulla qualità del prodotto indipendentemente dagli anni di maturazione […]. Con Galileo abbiamo sfruttato il colpo di genio del nostro brand management pensando a Space 1999… […]

Quindi lo dobbiamo prendere come un ritorno all’indicazione di età?

Galileo è a tutti gli effetti un 12YO (ma non c’e’ scritto mi pare, quindi legalmente non lo è immagino…NDR) ma indicheremo l’età solo se troviamo ci sia una ragione.[…]

Ardbeg Galileo è a 49% ABV – è stato diluito o si tratta di gradazione naturale? Se è stato diluito perché non alle classiche gradazioni 40, 43 o 46?

Ci sono due ragioni. Una ci piace questa gradazione, non usuale, che quindi ci rappresenta bene (ragione profonda eh? NDR). In termini semplici l’assemblato era a circa 50% (che per un 12yo mi sembra pochino, ma non ho fatto i conti. NDR) e ci siamo voluti tenere un margine di sicurezza visto che la gradazione poteva dimunuire leggermente dopo l’assemblaggio.[…]

Quale pensi sia il futuro di Ardbeg? Pensi rimarrà una piccola distilleria con piccoli batch? O pensi che quando gli stock aumenteranno avremo un range più vasto con rilasci speciali sporadici?

Posso tranquillamente dire che il core range avrà ancora Ardbeg 10 e Uigeadail […]. Corryvreckan dovrebbe rimanere anche se non è facile reperire i cask necessari. Continueremo con edizioni limitate con rilascio annuale e forse aggiungeremo qualcosa al core range, ho qualche idea ma non posso dirla al momento.

Sei stato coinvolto nella scelta dei nomi (Galileo, Alligator ecc.)?

Si certo e ci divertiamo molto. Il primo è stato Uigeadail […]

Se potessi dire il momento ideale per degustare il Galileo?

Molti Ardbeg sono whisky serali, mentre definirei il Glenmorangie Original da colazione. Io lo berrei in una serata abbasanza calda (immagino sui parametri scozzesi, quindi primaverili da noi. NDR) durante un bel tramonto rossastro. […] La ragione è che, rispetto ad Ardbeg più intensi come Alligator o Corryvreckan, Galileo contiene note di frutta estiva.

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Che ne pensate? In ogni caso i Queen lo avevano previsto

Thunderbolt and lightning – very very frightening me
Gallileo, Gallileo,
Gallileo, Gallileo

6 pensieri riguardo “Bill Lumsden parla di Galileo (e di altro)

  • 4 settembre 2012 in 10:08
    Permalink

    Per Galileo ho voluto usare il Marsala principalmente perché amo quel vino e non l’ho mai visto utilizzano nell’industria del whisky (non è corretto, Wilson and Morgan, ad esempio, ha fatto alcuni finish. NDR).

    Caro Davide,
    penso che hai inquadrato bene il tipo; per i finishing con botti ex-Marsala aggiungerei:
    Springbank 9 yo imbottigliato già nel 2006 (da me comprato e bevuto)
    Vari Edradour, anche nella versione torbata (Ballechin)
    Versioni di Benromach, Arran, Tullibardine.

    A risentirci
    Ciao
    Luca

  • 4 settembre 2012 in 10:38
    Permalink

    Sicuramente e’ un grande innovatore e ha competenza in materia, ma ha sviluppato un ego mica male. Che forse a lavorare coi francesi gli serve 🙂

  • 6 settembre 2012 in 13:48
    Permalink

    Anni fa provato macallan wilson & morgan marsala finish.
    Non mi era piaciuto per niente.
    Sul genere vini liquorosi, ho trovato molto meglio i pedro ximenez finish, tipo il lagavulin distiller’s edition.
    Però assaggerò anche il galileo, a dire il vero senza grosse aspettative.

  • 7 settembre 2012 in 09:26
    Permalink

    Grazie Massimiliano, questo trattandosi non di un finish ma di un assemblaggio di botti diverse magari è riuscito meglio. Ho letto qualche recensione positiva ma spero di provarlo presto, e spero onestamente sia molto buono, le delusioni sono state molte ultimamente.

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