Scozia: non solo single malt. Com’e’ andata?

Come preannunciato, Sabato 13 Ottobre si è svolta la degustazione “Scozia non solo single malt” e sono qui a dirvi come è andata secondo me. Prima considerazione sulla collocazione pomeridiana: noi stessi che l’abbiamo organizzata eravamo scettici, pensavamo ai soliti 15 irriducibili. Invece la risposta è stata grande, circa 30 persone curiose e appassionate hanno seguito la degustazione ed prima molti di loro si sono fermati a pranzo innaffiato da buona birra artigianale al BQ di via Losanna. Esperimento riuscito, da ripetere. Se volete leggere alcuni commenti, ecco cosa si dice sul forum.

 

La giornata di fatto è stata scandita da 3 fasi

  1. Pranzo e Degustazione al BQ
  2. Cadenhead’s Bar/Alcoliche Alchemie
  3. Mullingan’s

con spostamenti rigorosamente a piedi!

Pranzo e degustazione al BQ

Il tavolo (Foto Fulvio)

Al pranzo, 22 presenti se non sbaglio, ottima base di cibo e di malto, stavolta di birre artigianali, per prepararsi alla degustazione. Successivamente spostamento nel dehor all’esterno, bello luminoso e non contaminato da profumi di cibo, anche se vicino alla strada, dove per circa 3 orette abbiamo degustato ottimi prodotti. Introduzione dedicata al whisky di grano e alle distillerie con alambicchi a colonna e poi degustazione accompagnata da domande e spiegazioni (con i soliti “20 minuti di Claudio”). Certo l’attenzione alla fine è un po’ scemata e qualcuno ha fatto un po’ di caciara, ma è proprio il bello di ritrovarsi no?

Ecco le mie considerazioni sui dram, senza tediarvi con note di degustazione:

  1. Ballantines 12 anni: magari qualcuno abituato bene avrà storto il naso, ma questo blend è una perfetta espressione degli anni 80. Certo non complessissimo nè con un finalone lungo come oramai molti pretendono, un vero daily dram, al costo di un caffé, anzi molto meno
  2. Port Dundas 20 anni: controverso, molto zuccheroso con note quasi di rum, direi ben costruito, a me ricorda i whisky canadesi. Tutto a un prezzo non popolare (130 euro) ma penso che nessuno sia rimasto deluso, nemmeno a chi non è piaciuto, dato che si tratta di una curiosità non facilmente degustabile in giro.
  3. Old Pulteney 17 anni: qua io sono partigiano, amo questa distilleria. Però circa 2/3 dei presenti non aveva mai provato un OP, qualcuno è rimasto un po’ spiazzato ma quasi tutti sono rimasti positivamente impressionati tanto da inserirlo nei primi 2 di giornata.
  4. Talisker 18 anni: non molto altro da aggiungere a questo single malt equilibratissimo tra tutte le componenti, da bere ad ettolitri senza stancarsi. Si commenta da solo.
  5. Ardbeg Galileo: controverso. Chi ha in mente i vecchi single malt della grande A ovviamente storce il naso. Chi ha in mente soprattutto gli ultimi esulta. Come ho già detto anche su facebook, perfino la Porsche ha fatto un diesel, prendiamola positiva, e speriamo inizi una risalita. E’ un Ardbeg, lo si riconosce dalle note “grasse”, le note di Marsala si sentono soprattutto al naso, certo non è molto complesso e non ha un finalone alla vecchia maniera.
  6. Laphroaig Cairdeas: prodotto ben costruito, molto migliore dei precedenti 2 Cairdeas almeno, certo non un Laphy classico, l’ho trovato molto ruffiano e piacione. Vi lascio alle note di degustazione di Claudio.
Il gruppo in pellegrinaggio al Cadenhead’s

Se proprio devo fare la mia classifica di giornata (dei single malt), metto in modo irriverente OP17 e Talisker18 appaiati, anche se il secondo ovviamente è un prodotto blasonatissimo. Essere riusciti a sorprendere la platea con qualcosa di inedito è stata una vittoria e penso che sia positivo proporre distillerie poco conosciute. Vedendo alcuni commenti su FB fa piacere che OP sia sempre ai primi posti.

 Cadenhead’s/Alcoliche Alchemie

Monica ha ripreso in mano il Cadenhead’s da qualche giorno, dopo un breve periodo di chiusura. Struttura e formula sostanzialmente immutate ma largo spazio anche ai vini di piccoli produttori di alta qualità e, altra novità. prezzi delle bottiglie, già bassi nella precedente gestione, ulteriormente scontati del 20%. Bella ospitalità con gruppo quasi al completo con un Longrow 11yo gentilmente offerto da Monica. Tante iniziative sul vino e sui distillati, controllate sempre su FB cosa bolle in pentola… E grazie ancora allo staff per l’accoglienza a questi loschi figuri.

Mulligan’s

Il gruppo si è assottigliato molto nell’ultima tappa, dove 4 irriducibili cavalieri del malti sono andati a farsi il “night cap”, anche se non erano forse nemmeno le 8. Beppe ha tirato fuori da dietro il bancone una chicca… Veramente buonissimo, un malto d’altri tempi. Si rosicate, non è un sentimento meschino in questo caso. Ottimo fish and chips, un paio di birrette defaticanti e poi, forse, a casa. Il giorno dopo neanche un accenno di mal di testa. Tanta Roba, Roba buona.

 

2 pensieri riguardo “Scozia: non solo single malt. Com’e’ andata?

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