Un po’ di tempo fa il bravissimo Gal di Whisky Israel ha scritto un pezzo sulla vendita di bottiglie vuote di whisky su ebay, che vanno spesso ad alimentare il mercato dei falsari. Oliver Klimek risponde rilanciando una idea e cioè quella di utilizzare proprio questa pratica come “esca” per intrappolare queste spregevoli persone che lucrano sulla pelle degli appassionati. L’esca sarebbe quella di mettere qualche segno distintivo sulla bottiglia in modo che quando e se torneranno sui canali di vendita degli appassionati, sia facile smascherare il falsario. Sia chiaro che spesso le vittime si fanno gabbare dal fatto che pensano di aver fatto un affare, ma ciò non giustifica queste persone dal fare vere e proprie truffe, che purtroppo non sono quasi mai punite, non essendoci nemmeno una giurisprudenza o una casistica tale da spingere giudici e inquirenti a prendere in considerazione le denunce. Probabilmente il problema principale è che non esistono veri e propri periti riconosciuti, sebbene in Italia prendendo a caso, ad esempio, uno tra Fiori, D’Ambrosio e Begnoni sarebbero in grado di dirvi anche la marca dell’inchiostro con cui sono state stampate le etichette.

Un esempio di Macallan falso

In pratica cosa succede, il falsario si compra la bottiglia di Macallan del 1968, e, quando va bene, la riempe con un Macallan 7, facendo un utile mica male. Spesso si tratta di vere e proprie associazioni a delinquere, in cui partecipano falegnami (per le cassette di legno) e tipografi (per le etichette e le scatole) di persone ben riconosciute nell’ambiente e che hanno iniziato prima a truffare italiani, poi nord europei e ora si sono spostati sul florido mercato orientale. Per farsi una idea anche del grado di sofisticazione potete guardare la foto del Macallan 1938, con tanto di cassettina di legno e certificati, tutti ovviamente falsi.

Il punto è che a tutti magari piace fare qualche soldo facile, vendendo le bottiglie vuote su web;  tenete presente che Giorgio D’Ambrosio quando butta bottiglie rare oramai vuote gratta via l’etichetta per evitare che questi sorci vadano a rovistare nell’immondizia…

Soprattutto noi appassionati, non dovremmo guardare all’oggi e giocarci il domani, potrebbe capitare anche a noi di acquistare un falso o, peggio, di vendere una bottiglia vera ed essere accusati o sospettati ingiustamente di essere dei truffatori, solo perché italiani. Non rendiamoci complici.

 

 

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11 Responses to I falsari del whisky e i loro (a volte involontari) complici

  1. Grazie Davide,non potevi descrivere meglio la situazione (vergognosa)
    Non c’è una casistica, giusto! Però bisogna parlarne in continuazione, evitare certi “personaggi”come se avessero la lebbra, cercare di fare terra bruciato intorno a questi individui,senza alcun timore. Se siamo uniti contro questi infami che danneggiano, chi più chi meno, tutti senza perdono,sono convinto che qualche cosa riusciamo ad ottenerla.

  2. DAVIDE scrive:

    Grazie Giorgio. Speriamo tutti facciano la loro parte e che prima o poi questi “signori”, che tra l’altro mi risultino essere persone nemmeno bisognose, ricevano prima o poi una lezione. Parliamone piu’ che possiamo.

  3. E.BERTO scrive:

    Sta cosa non la conoscevo!!
    In ogni caso se già qualche furbetto è in circolazione tanto vale fare nomi o nickname con relativi siti..
    Così anche gli ignoranti come me possono usufruire delle vostre importantissime informazioni!!

  4. GIANLUCA scrive:

    Purtroppo negli anni passati (soprattutto) questa gentaglia ha approfittato del momento per mettere in giro molte bottiglie fake soprattutto Macallan e Ardbeg.
    Mi ricordo ancora quanti Mac 25-30 years old giravano a prezzi assurdi !!
    Purtroppo sulla baia queste persone hanno la possibilità di chiudere e riaprire con account diversi e quindi di non facile individuazione….posos dire per esperienza che si concentrano soprattutto in una zona di una regione.
    Aggiungo un dettaglio,attenzione oramai sanno anche loro che le bottiglie vuote le rompiamo/distruggiamo e sono in cerca di bottiglie di basso costo tipo blended ma con dettagli a loro utili (ad esempio tappo rosso fascettato oppure codici sotto la bottiglia) in modo tale che a loro basta cambiare l’etichetta !!

  5. DAVIDE scrive:

    Si, difatti i falsari sono praticamente tutti della zona Tosco-emiliana. I nomi li trovi sul link che ho girato, sono sempre gli stessi, ovvio che i nick su ebay cambiano. Comprate solo da gente che ha tanti feedback nel caso di bottiglie costose soprattutto…

  6. [...] I falsari del whisky e i loro (a volte involontari) complici [...]

  7. PINO PERRONE scrive:

    Anticipo che durante il prossimo spiritofscotland di Roma verrà compiuto un gesto simbolico solidale con questa onorevole battaglia.

  8. DAVIDE scrive:

    @Pino Tipo prenderne a calci uno?

  9. PINO PERRONE scrive:

    Non male come idea e se lo meriterebbero per intero. Comunque no ti posso solo dire che riguarderà non il faker ma il fake.
    Buon anno anche a te e a tutti coloro che ti seguono.

  10. DAVIDE scrive:

    Sarebbe bella la scena delle esplosioni ripetute di Zabriskie Point con tutti i falsi (e qualche falsario)
    http://www.youtube.com/watch?v=ResQFDDsDAI

  11. PINO PERRONE scrive:

    E ci sei andato molto vicino…

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