Ospitaletto Whisky Festival 2013: il mio resoconto.

Foto Jacopo-whiskyfacile
Foto Jacopo-whiskyfacile
Per il terzo anno assieme a tanti amici appassionati di Single Malt, coagulatesi in buona parte sul forum, ci siamo ritrovati ad Ospitaletto per quello che quest’anno è stato denominato Ospitaletto Whisky Festival. Non un festival come magari ci si aspetta, ma nel senso di una festa tra amici. Posti esauriti da mesi, con qualche concessione alla lista d’attesa per qualche defezioni soprattutto per i mali di stagione, e persone che arrivavano da tutto il nord Italia. Dopo la prima edizione Ardbeg Vs Laphroaig, la seconda Le isole della Scozia, quest’anno il tema era “Indipendence Day“, visti gli spifferi indipendentisti Scozzesi e la presenza, tra i 6 malti, di tre Indipendent Bottler.La bocche di fuoco erano:

  1. Craigellachie Rattray 20 anni (1991-2011) Cask Strength
  2. Glenfarclas 25 anni OB
  3. Clynelish Coilltean Samaroli 1995-2008 sherry cask
  4. Port Ellen 10th release, 1978-2010 OB,
  5. Ardbeg 1993-2004 Douglas Laing/Old Malt Cask
  6. Laphroaig 10 anni Cask Strength

Senza dilungarsi in note di degustazione, di cui i nostri di Whisky Facile vi daranno conto, alcune considerazioni sparse sui dram.

  • Ottimo il Craigellachie, nonostante la botta alcolica di quasi 60 gradi. Malto e sentori di toffee ben in evidenza, come i vecchi dram.
  • Glenfarclas un po’ deludente, soprattutto per complessità e finale, che ci si aspetta da un 25enne. Comunque ad avercene
  • Clynelish monumentale, con le sue note di cera sempre presenti e arricchito dalla maturazione in sherry, per me il migliore della serata, anche per la mia predilezione per la distilleria
  • Su Port Ellen oramai si è detto tutto, questo non è il migliore tra le special release ma nemmeno il peggiore, un ottimo dram bilanciatissimo in tutte le sue componenti ed elegante
  • Ardbeg molto cremose con delle note sulfuree che facevano pensare a un refill sherry, forse un po’ deludente nel finale, ma comunque ottimo
  • Laphroaig veramente buono, uno dei migliori OB della disitlleria recenti, bilanciato in tutte le sue componenti distintive della distilleria, con la liquirizia finale in evidenza.

Come sempre accoglienza di Dameris e Gian Paolo meravigliosa, con un prologo dell’ottimo birrificio Fratelli Trami, che conoscevo già ma che mi ha fatto piacere riprovare.

La degustazione è stata poi preceduta da alcune note storiche sullo Scotch Whisky, con cui ho ammorbato i presenti e ogni dram accompagnato da notizie sulla distilleria e/o sull’imbottigliatore, tutto grazie anche alla competenza di Claudio e le incursioni di Tom, un super appassionato di Zagabria conoscitore profondo della Scozia e dei suoi whisky.

Molti dei presenti sono rimasti anche il giorno successivo per lo “spiedo alpino”, io sono rientrato sotto la neve a casa ma…..

Verticale di GlenDronach e altre prelibatezze

dronach1dronach2In realtà c’e’ stato un altro prologo il venerdì sera, offerto proprio da Tom a casa di Gian Paolo. Allestimento bellissimo con le lampade che gli orchestranti usano per gli spartiti e una tavola apparecchiata in modo meraviglioso. Una “modesta” verticale di cinque GlenDronach ha completato la tavola apparecchiata.

I cinque imbottigliamenti erano

  1. GlenDronach 15YO Revival, 46%
  2. GlenDronach 21YO Parlament, 48%
  3. GlenDronach Single Cask #1372 Vintage 1996 14YO pre WhiskyKanzler (Berlino), 54.7%
  4. GlenDronach Single Cask #487 Vintage 1993 19YO, 54.2%
  5. Glendronach Cask Strenght

In generale abbiamo convenuto che i Dronach in PX (Pedro Ximenez) sono forse un po’ stucchevoli e lasciano un po’ di dolcione di troppo, mentre se a prevalere sono botti di oloroso le cose son diverse. Però il commento tecnico è: ad avercene.

Non soddisfatto, GianPaolo ha dovuto tirar fuori un Ardbeg 10, perché gli sherry cask “non sono il suo bere”, il tutto accompagnato da formaggi straordinari portati da Claudio dell’affinatore altoatesino De Gust, che è considerato dagli esperti uno dei migliori d’Italia, tra cui un formaggio di capra di 9 mesi di cui mi è rimasto il sapore fino al giorno dopo, e uno affinato in botti di Caol Ila.

Della serie, il medico consiglia.

3 pensieri riguardo “Ospitaletto Whisky Festival 2013: il mio resoconto.

  • 28 febbraio 2013 in 12:05
    Permalink

    Non affaticare troppo le papille. Ricorda che sei un giurato del premio Whisky & Lode. A proposito del Port Ellen 10th release lo ritengo uno dei migliori, bilanciatissimo ed elegante, mai aggressivo. Mentre fui profondamente deluso dalla 9th (a Roma si ricordano tutti i miei commenti) che invece so è piaciuta a molti. E’ il bello della diversità e non la rimpiango. Ci vediamo a Roma

  • 28 febbraio 2013 in 12:23
    Permalink

    Concordo sui PE, anche la 11 non e’ il massimo. Il 10 tra quelli che ho provato (3, 5, 6, 9, 10, 11, 12) si piazza per ora quarto dietro 6,12,3 da quel che ricordo. Ma bisognerebbe riprovarli tutti.

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