Whisky batte Soju (e non fatevi mancare un McDowell’s)

mcdowellsLInternational Wine & Spirit Research ha pubblicato l’elenco dei marchi di distillati più consumati al mondo. E da questo vi renderete conto di quanto l’Europa sia oramai ai margini, anche se nel caso specifico parliamo di quantità e non di qualità. Molti dei marchi che vedrete non li avete mai sentiti nominare e sono marchi “locali”, addirittura 6 nei primi 10. Il primo nome noto, Smirnoff, è al quarto posto.

Il whisky rimane il distillato più consumatoal mondo  seguito dal soju. Ecco, alzi la mano che l’aveva sentito nominare prima senza essere mai andato in Corea. Il soju è infatti un distillato tipico della Corea, simile alla Vodka ma più dolce dato che viene addizionato con zucchero. Si ottiene da diverse materie prime, originariamente dal riso ma ora da altri cereali, patate, tapioca e tutto ciò che contiene amido.

Ecco la classifica dei primi dieci, con a fianco la tipologia di distillato e il valore in milioni di litri totali venduti. Ho aggiunto anche un piccolo commento sui marchi a noi “oscuri”.

  1. Jinro Soju, Soju, 610: come detto, spirito tipico della Corea e si vede che bevono forte…
  2. Ruang Khao, Rum di melassa, 280: è rum bianco tailandese della ThaiBev
  3. Emperador Philippine, Brandy, 270: è un brandy venduto nelle Filippine
  4. Smirnoff, Vodka, 230: primo nome “globale”
  5. Chum Churum, Soju ,190: siamo sempre in Corea
  6. Cachaca 51, Cachaca, 180: qui siamo ovviamente in Brasile
  7. McDowell’s, Whisky, 170: ovviamente in nome scozzese ci porta…in India, primo mercato mondiale per quantità
  8. Officier’s Choice, Whisky, 160: come sopra
  9. Bacardi, Rum, 150: altro nome noto
  10. Johnny Walker, Whisky, 150: ecco il primo Scotch Whisky in classifica

L’unico altro nome noto di  whisk(e)y nella top 25 è Jack Daniel’s al 18esimo posto.

Il mercato dei distillati ha segnato un +1.6% nel 2012 raggiungendo  3,3 milioni di casse (da 9 litri) e quindi a un totale di circa 30 miliardi di litri all’anno. Come detto il whisky è numero uno con 1.1 miliardi di litri seguito dal Soju con 1 miliardo di litri. Nelle statistiche non entra il distillato cinese baiju, di cui non ci sono dati. L’anno scorso un sito indiano presentava una classifica leggermente diversa, anche se non nella sostanza siamo lì.

Senza saltare alle conclusioni, possiamo dire che nel mondo globalizzato, si beve molto “local”, almeno teoricamente, visto che spesso i brand spacciati come locali fanno capo comunque a multinazionali del settore. Un esempio vicino a noi, la birra Ichnusa, molti sardi sono convinti di bere local, poi vai a leggere sull’etichetta e c’e’ un indirizzo in Viale Monza a Milano come sede legale (un noto produttore olandese con l’etichetta verde) e vari altri siti fuori dall’isola per la produzione.

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