Spirito d’indipendenza: il whisky e la questione scozzese

scottishflagbomoreCome molti di voi sapranno l’anno prossimo gli scozzesi voteranno un referendum per l’indipendenza dal Regno Unito. A parte la simpatia col popolo caledone, non sono abbastanza informato per sapere quale impatti possa avere e se ha un senso da un punto di vista economico, ma sicuramente qualche ragione storica c’e’ sicuramente. Ovviamente l’economia e il denaro sono cose importanti e difatti il dibattito è molto attorno al fatto se la Scozia indipendente potrà essere più o meno florida rispetto alla situazione attuale e anche le opinioni degli scozzesi sull’indipendenza solo legate a questo. La spesa pubblica pro-capite è superiore in Scozia che in Inghilterra ma la Scozia ha una tassazione pro-capite superiore soprattutto grazie alle risorse petrolifere ma anche al nostro “oro liquido”. Inoltre la Scozia ha un tasso di disoccupazione inferiore e un deficit fiscale inferiore al resto dello UK. Indicatori non sufficienti in una questione così complessa. Ora tornerei all’argomento whisky, che forse ci renderà le idee più chiare.

Vediamo invece da un punto di vista economico il peso dell’industria del nostro distillato ha sulla bilancia economica della perfida Albione.

La Scotch Whisky Association riporta queste cifre:

  • 4 miliardi di sterline di PIL
  • 1.1 miliardi di sterline investiti ogni anno per la produzione
  • 1 miliardo di sterline di accise
  • 35.000 posti di lavoro in Scozia compreso l’indotto
  • 3,45 miliardi di sterline di export, dietro solo ai prodotti petroliferi
  • 60% di incremento di export dal 2000
  • 262.000 sterline a impiegato di produttività (contribuzione), sei volte superiore alla media delle scozzese

Uno studio del 2012 fornisce dettagli sul contributo del whisky all’economia con una strizzatina d’occhio all’indipendenza dove i numeri sono piuttosto indicativi di una fetta di economia fondamentale per UK.  Il fatto che la SWA continui poi ad avere CEO nel campo della diplomazia e del commercio estero non è certo un caso.  Lo so che abbiamo già abbastanza problemi a casa nostra senza pensare a quelli degli altri, ma so anche che è più facile che abbiate esposto la foto della vostra ultima visita in distilleria che quella di Montecitorio.

2 pensieri riguardo “Spirito d’indipendenza: il whisky e la questione scozzese

  • 27 settembre 2013 in 16:11
    Permalink

    Ecco cosa ci dice in proposito il nostro amico Ron, scozzese di ferro

    ‘Scotch’ isn’t so much ‘Scottish’ as it is multinational these days. It has been estimated that only around 2% of Scotch profits actually end up in Scotland. I once interviewed a leading figure in the whisky industry who said he was glad to be retiring as it wasn’t the SCOTCH business anymore, but the Scotch BUSINESS As a result most of the concerns about the effect of Independence of the Scotch Industry are to do with currency issues and movements and mainly come from those outwith Scotland. The few Scotch Industries actually based in Scotland don’t seem too concerned – they know the world demand isn’t going to suddenly dry up – and some I know within the industry are fervent YES supporters, looking forward to a country that will see some more of the benefit of Scotland’s production – even if it is only through getting to keep more of the tax etc. Of course there are other opinions – some small businesses are concerned about future Independence (although in the current economic climate I don’t know why they aren’t more worried about sticking with the UK), while multinationals such as Diageo don’t seem in the least concerned about it and continue to invest heavily. Time will tell whether Scotland will be an actual country again, but I’d be pretty sure the whisky will keep flowing whatever the
    decision!

    ‘Scotch’ non è tanto ‘scozzese’ come è multinazionale questi giorni. E ‘stato stimato che solo il 2% degli utili Scotch realtà finiscono in Scozia. Una volta ho intervistato una figura di primo piano nel settore del whisky che si è detto felicei essere in pensione in quanto non era più il SCOTCH business , ma il scotch BUSINESS. Come risultato la maggior parte delle preoccupazioni circa l’effetto di Indipendenza sul Settore Scotch devono che fare con questioni di valuta e movimenti e provengono soprattutto da quelli al di fuori Scozia. Le poche industrie Scotch realtà con sede in Scozia, non sembrano troppo preoccupati – sanno che la domanda mondiale non sta per asciugare improvvisamente – e alcuni so all’interno del settore sono ferventi sostenitori YES, in attesa di un paese che vedranno alcuni più del beneficio di produzione della Scozia – anche se è solo attraverso di arrivare a mantenere più del ecc fiscale Naturalmente ci sono altri commenti – alcune piccole imprese sono preoccupati per il futuro indipendenza (anche se nel clima economico attuale non lo so perché non sono più preoccupati per attaccare con il Regno Unito), mentre le multinazionali come la Diageo non sembrano per nulla preoccupati e continuano ad investire pesantemente. Il tempo ci dirà se la Scozia sarà ancora un paese vero e proprio, ma sarei piuttosto sicuro che il whisky manterrà scorre qualunque sia la decisione!

  • Pingback: LA GUIDA PER LA SCOZIA INDIPENDENTE: IL WHISKY GIOCA LA SUA PARTITA? | ANGEL'S SHARE

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