Scompare anche Edgar Bronfman, artefice di Seagram

SeagramNon vorrei passare come un blog di necrologi ma alcuni personaggi meritano comunque una menzione più che altro un po’ di ricerca per capire quello che hanno lasciato nel mondo che ci piace tanto. Edgar Bronfman, principale artefice dell’espansione di Seagram, è mancato a New York all’età di 84 anni. Canadese di Montreal, ha iniziato come degustatore a Seagram, ai tempi il più grande gruppo di distillatori al mondo, fondato nel 1924 dal padre Samuel, di origine russa, che faceva passare whisky di frodo dalla frontiera canadese durante il proibizionismo.

da BBC online
da BBC online

Durante il mandato di Edgar, Seagram  si è enormemente sviluppata, partendo dai marchi principali, come Chivas Regal, verso altri settori come il vino. Seagram ha acquisito Tropicana e addirittura una quota rilevante degli studios della MGM, quella del leone, ed è entrata nell’industria petrolifera e chimica con una quota in DuPont.

Nel 1971 diventa CEO e nel 1994 Bronfman lascia il ruolo al figlio Edgar Bronfman Jr e poi molti sanno com’è andata, la Seagram viene acquisita per larga parte da Pernod Ricard e Diageo dopo una serie di cattive scelte soprattutto del giovane Edgar, altri filoni dell’azienda finiscono a multinazionali come la Coca Cola. In una recente intervista il vecchio Edgar ha dichiarato che lo smantellamento di Seagram “è stato un disastro, è un disastro e sarà un disastro. E’ stata una tragedia familiare”.Forte sostenitore della causa ebraica, anche con vari libri, Bronfman è presidente del World Jewish Congress dal 1981 al 2007, ottenendo dal Congresso americano una maggior pressione sull’Unione Sovietica per diminuire le restrizioni sull’immigrazione ebraica. Fu uno dei maggiori promotori delle investigazioni sul passato nazista di Kurt Waldheim, ex segretario generale dell’ONU e poi presidente austriaco. PAre che abbia fatto anche grosse pressioni su Bush perché avvallasse la costruzione del famigerato muro costruito in Israele per separare alcuni territori palestinesi. Intensa anche la sua attività filantropica per la causa israeliana. Il suo patrimonio è stato stimato da Fobres qualche anno fa superiore ai 2 miliardi di dollari. Chissà che battute farebbero Woody Allen o Mordecai Richter.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »