Gusti e tendenze: gli Honey Whisk(e)y

Gli integralisti del malto dimenticano spesso che essendo appunto, integralisti, rappresentano una nicchia. L’integralismo arriva spesso a negare qualsivoglia tendenza o fatto che si verifichi all’esterno del nostro mondo. Cosa che non dobbiamo dimenticare poi è che tantissimo whisk(e)y finisce in miscelazione e, altro dettaglio non da poco, gli USA sono la nazione trainante. Tuttavia se tre indizi fanno una prova, gli Honey Whisk(e)y sembra che stiano prendendo piede in modo deciso. Non so se si tratta dei primi casi lanciati sul mercato, ma di certo si tratta di due grossi nomi: Jim Beam e Jack Daniels.

JBhoney jdhoneyJim Beam Honey è un infuso di straight boubon (almeno 2 anni di botte) e miele, e sul sito vi presentano una trentina di ricette da usare in miscelazione. Cosa del tutto normale se, mi pare di capire, sciroppi di miele sono usati dai bartender in modo piuttosto disinvolto e, non secondariamente, in usa il profilo dolce del bourbon già fa sfracelli.

Non poteva certo mancare Jack Daniel’s Honey e che questa sia una tendenza importante è testimoniato dal fatto che potete leggere che si tratta della prima espressione “aromatizzata” di JD che arriva sul mercato, precisamente nel 2008.

Ejb_honey‘ il mondo dello scotch whisky? Eccovi accontetati. Arriva proprio in questi giorni il J&B Urban Honey, un liquore a base di J&B, 35% di alcool e prodotto sempre facendo una infusione di blended whisky e miele. Tra l’altro tutti e tre questi prodotti denotano scarsa fantasia nell’etichetta riportando più o meno lo stesso motivo ricorrente dell’ape o dell’alveare. E cosa altrimenti?

irish-mistOvviamente non posso dire che i whisk(e)y liqueur siano delle novità. Per dirne una paio Drambuie (anche qui il miele con erbe) e Southern Comfort. Per non parlare di Irish Mist, che è sul mercato da decenni (1947) e tra l’altro contiene anch’esso miele; secondo me questa è la quarta prova che il mercato tira: la bottiglia e il brand si sono dati una bella svecchiata e lo slogan “New look for Irish Mist” credo non sia casuale.

Io ogni tanto la testa fuori la metto fuori, in questo caso credo continuerò a starmene nella mia nicchia.

2 pensieri riguardo “Gusti e tendenze: gli Honey Whisk(e)y

  • 29 marzo 2014 in 08:44
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    Cos’è quest’articolo, ti manca la luna di miele?
    Il Southern Comfort (con la m, l’epidemia con epicentro la Tuscania!) forse è stata la mia prima esperienza alcolica più di trent’anni fa.
    Non sono d’accordo sulla scarsa originalità sul J & B.
    Mi sono sempre piaciuti i giochi di parole e ape in inglese BEE, sostituisce la B del blended. Percui abbiamo un J & BEE.
    Carino no?

  • 29 marzo 2014 in 13:05
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    Caro Pino, nel caso del coNfort trattasi in questo caso, purtroppo, solo di typo (la m e la n nella tastiera stanno troppo vicine, perdo colpi).
    Sul J&Bee non ho avuto un particolare sussulto di entusiasmo: ho una stima troppo alta per le api e il loro lavoro. Stavo pensando che deve esserti piaciuto anche lo spot della ferilli “beato chi so fa il sofà”.

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