Giappone: iniziamo dalla fine

zagattiQuesto post di cappello dovrebbe essere a chiusura dell’esperienza giapponese e invece lo metto prima di parlarvi nel dettaglio dei vari whisky bar che ho la fortuna di aver visitato. Questo perché le considerazioni che andrò a fare sono generali e si applicheranno praticamente a tutti i locali che si sussegueranno in sequenza e che darò, colpevolmente, quasi per scontate.

Ecco per punti cosa posso riassumere, il Giappone è un paese dove:

  • il cibo e le bevande alcoliche sono parte integrante e al centro della vita, nonostante il problema che hanno i giapponesi ad assimilare l’alcool (carenza di alcool deidrogenasi).
  • il servizio e la professionalità dei bartender, e in generale di chi lavora col pubblico, è altissima. In ogni posto appena seduti ti danno un bel panno caldo per pulirti e rinfrescarti e un bicchiere d’acqua che hanno sempre la cura di riempire. Ad ogni dram ti lasciano in consegna la bottiglia in modo che tu possa guardarla e prendere eventualmente nota/fotografare quello che stai bevendo. Quando esci e vai a pagare, inchini a parte, mostrano correttamente banconota per banconota il resto e poi ti accompagnano alla porta con mille saluti e ringraziamenti, senza essere ruffiani. Sembrano cose normali lo so, ma qui le fanno sia che tu sia al pub che in un bar di lusso.
  • il whisky soprattutto scozzese è quasi un culto: hanno centinaia di vecchie bottiglie che sanno raccontare, conoscono tutti i nostri grandi imbottigliatori e collezionisti italiani. Un buon numero mi ha mostrato con orgoglio vecchie “nostre” bottiglie e il libro di Valentino Zagatti. Vedremo poi in dettaglio addirittura alcuni bar con collezioni straordinarie di nostri prodotti.
  • quasi tutti i bar hanno prezzi spesso molto inferiori ad altri posti del mondo ed è possibile anche prendere la mezza dose, nel caso si vogliano provare più cose senza sbronzarsi (e rovinarsi). Senza considerare ovviamente l’enorme assortimento.
  • la quantità di bar e locali con selezioni straordinarie è difficilmente censibile: ad esempio nella città di Chichibu (meno di 70.000 abitanti) mi hanno detto persone attendibili (Ichiro Akuto è sufficiente?) esserci almeno tre whisky bar di livello altissimo.

E sotto con lo slogan “Abbasso i giri ciclistici, W i giri a tappe nei whisky bar”.

 

 

2 pensieri riguardo “Giappone: iniziamo dalla fine

  • 10 maggio 2014 in 10:37
    Permalink

    Da ritornarci presto, per il whisky, per il cibo, per la gente, insomma per il paese intero! Attendiamo le note dei whisky degustati e dei bar visitati, soprattutto quelli in mia assenza…

  • Pingback: BAR K6 A KYOTO | ANGEL'S SHARE

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