La Scozia a Gennaio – tre distillerie come antipasto

I dintorni di Glasgow ed Edimburgo hanno sempre avuto scelte forzate in termini di distillerie negli ultimi decenni, considerate anche molte chiusure. Nuove aperture e nuovi visitor center stanno colmando questa lacuna e questo viaggio mi serve proprio per buttare un occhio a nuove realtà. La prima, non è una novità, è Glengoyne che è stata rilanciata su larga scala ed è comunque una bella distilleria anche da visitare. Si trova a circa 12 miglia da Glasgow e ha un vasto range di imbottigliamenti (10, 12, 15, 18, 21, 25, Cask Strenght) di tutto rispetto, per quanto certamente, per chi è abituato bene, il 15 e il CS siano quelli che iniziano a dare una certa soddisfazione. Unica pecca le warehouse sono oltre la strada (quindi per motivi di sicurezza non sono visitabili) e quindi la warehouse N 1 che si trova nel complesso principale è una attrattiva per il tour e non un vero magazzino. Interessante però la visualizzazione delle varie maturazioni con annesso colore e angels’ share che aiutano il visitatore ad entrare maggiormente nei meandri della maturazione.

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Proseguendo nei dintorni arriviamo a una seconda distilleria protagonista del film Angels’ Share, Deanston, che solo da poco più di due anni ha aperto il visitor center. Si tratta di una distilleria piuttosto atipica, ricavata da un ex opificio, simile a quello di New Lanark, convertito a distilleria solo nel 1965. Vi dico subito che se avete comunque visitato altre distillerie questa ha molte particolarità. Oltre all’origine dell’edificio conserva ancora macchinari piuttosto datati, come il mash tun “a celo aperto”, simile a quello che si può ammirare a Springbank, e una warehouse davvero particolare, ricavata negli ex locali di filatura e che ricordano, in grande, le volte che si vedono in molte stalle e fienili della pianura padana. Vi rimando anche all’articolo di Claudio che ho riletto al mio ritorno e che riporta le mie stesse considerazioni.

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Altra caratteristica della distilleria è l’autosufficienza energetica: le ruote ad acqua, le più grandi del Regno Unito, sono state sostituite da una turbina che permette di generare sufficiente energia per alimentare il ciclo produttivo e genera anche un surplus per la vendita. Il visitor center è moderno e ben curato; se siete in zona credo valga la pena farci una fermata.
Ci dirigiamo su una delle strade più belle e note della Scozia che ci porta, attraverso il meraviglioso paesaggio di Glen Coe, a Fort William, ai piedi del Ben Nevis e nei paraggi dell’omonima distilleria. All’esterno il complesso non è particolarmente attraente ma l’accoglienza è calorosa e la stagione blanda ci permette di chiaccherare e degustare qualche buon dram, tra cui in 50 anni tirato fuori di sottobanco e un interessante torbato, replica di un vecchio imbottigliamento, il McDonald’s Traditional. Particolarità della distilleria, oltre ai due alambicchi molto larghi e con poco reflusso, l’utilizzo di due lieviti in combinazione, la presenza di due wash in legno, in mezzo a sei in acciaio, e l’elevato tasso alcolico del fermentato, oltre 11 gradi, contro i 6-8 usuali.
A Fort William se volete una buona pinta o una scelta di malti di tutto rispetto, circa 80, nella High Street potete farvi una sosta al The Grog and the Gruel. E domani è un altro giorno.

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4 pensieri riguardo “La Scozia a Gennaio – tre distillerie come antipasto

  • 5 febbraio 2015 in 19:17
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    A me il Whisky di BenNevis piace veramente molto.
    Molto vecchia scuola!
    Ho anche 1 Bottiglia di cui parli, il McDonald’s Traditional (la prima Versione Edizione Limitata, ho visto che ora hanno iniziato a produrlo in serie) ma non l’ho mai aperta.
    Ora mi hai “messo la pulce nel Bicchiere”……
    Francesco

  • 6 febbraio 2015 in 10:36
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    Francesco, concordo che BN sia una distilleria alquanto sottovalutata, considerato pure che fornisce molto spirito per i vari Nikka…
    Il McDonald’s che hai tu credo sia un gradazione piena, io ne ho presa una bottiglia di quello di “linea”, la apro e samplerizzo. Lascia la tua intonsa, per ora…

  • 7 febbraio 2015 in 11:31
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    No anche la mia è a 46%
    L’unica differenza è che la mia fa parte di un piccolo lotto di bottiglie numerate (da botte singola) ed è stata la Prima Versione. Ora invece esce abbastanza regolarmente (deve essere la bottiglia che hai preso tu, mi dicono con malti di 10yo) e non hanno più le bottiglie numerate.
    Solo che utilizzando la stessa scatola e la stessa etichetta hanno fatto un pò di confusione tra le 2 versioni (che hanno anche prezzi molto diversi).

    Comunque mi Ripeto :
    Ben Nevis è una delle mie Distillerie Preferite, fa un Whisky davvero molto Buono, prevalentemente invecchiato in sherry, Robusto, Ricco, saporito che ricorda molto i malti degli Anni Passati. E’ una di quelle Distillerie che ancora non ha subito troppo i cambiamenti della modernità.
    Assolutamente fantastico da bere, soprattutto x gli amanti del whisky invecchiato in sherry.
    Francesco

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