Intervista a Matteo Menestrina (Just Whisky Auctions)

Oggi vesto i panni del bravo giornalista e vi propongo una intervista su un argomento che sicuramente sta a cuore a molte di voi: le aste di whisky.
Ne parliamo con Matteo Menestrina, trentino trapiantato in Scozia e che ha iniziato questa attività imprenditoriale con soci locali. Credo che l’intervista sia molto interessante e dia molti spunti anche di discussione, soprattutto su temi molto in voga come i NAS e i whisky Giapponesi. Buona lettura.

[AS] Matteo ci puoi parlare quando è nata Just-Whisky Auctions (JWA), quante persone ci  lavorano e qual è il tuo ruolo? Ovviamente ci interessa molto sapere un po’ della tua storia personale; da dove vieni, com’è nata la tua passione per il whisky e come ti è venuta questa idea di JWA.

jwaoffice[MM] L’avventura con Just Whisky Auction e’ partita ufficialmente con la prima asta nel dicembre del 2013, ma erano mesi che con i miei soci, Yuri e Graham lavoravamo al progetto. Io e Yuri, lavoriamo nella compagnia a tempo pieno, seguendo l’acquisizione e la vendita delle bottiglie, da quando varcano la nostra porta a quando escono per essere consegnate ai clienti. Graham segue soprattutto lo sviluppo del sito e le modifiche al sistema operativo. Sono originario del Trentino, dal 1999 vivo in Scozia ed il mio interesse per il Whisky è iniziato 7/8 anni fa. Come cuoco mi sono sempre occupato di ristorazione, ho lavorato nelle cucine di numerosi locali della zona del Fife fino a quando ho deciso di investire in un mio locale, che ho gestito per 5 anni. L’offerta nel mio ristorante era indirizzata ad una clientela che cercava una buona cucina italiana, per cui il vino del Bel Paese la faceva da padrone nei miei menù. Poi, con il tempo, ho imparato a conoscere ed apprezzare questo splendido prodotto che e’ appunto il Whisky Scozzese, tanto che e’ diventata una passione quasi maniacale. Sono sempre alla ricerca di informazioni e particolari legati alla storia dello Scotch e gran parte delle mie conversazioni anche fuori l’ambito lavorativo sono indirizzate verso questo distillato. Addentrandomi in questo mondo, mi sono reso conto che il concetto “Whisky auction” qui in UK e’ molto diffuso, visto che ci sono appunto diverse case d’asta che offrono questo servizio . Da tempo progettavo di trasformare questa mia passione in un lavoro e di inserirmi nel business legato al commercio di Whisky. Purtroppo all’inizio non sono riuscito a fare breccia nel cuore di amici gia’ coinvolti nel settore quando poi finalmente, nel 2013 ho trovato Yuri e Graham che, insieme a me, hanno creduto in questa opportunità e siamo partiti con entusiasmo in questa avventura.

[AS] Ci dici in breve come funziona JWA e quali sono le condizioni di  vendita/acquisto?

jwabxes [MM] Just Whisky Auction e’ una casa d’aste online dove pubblicizziamo e vendiamo bottiglie di whisky per conto dei nostri clienti. I clienti possono portare le loro bottiglie di persona o spedirle presso la nostra sede (abbiamo clienti da tutto il mondo). Tutte le bottiglie sono stoccate nel nostro magazzino, dove sono state preventivamente controllate, fotografate e catalogate.
Una volta al mese siamo live e l’asta dura 9 giorni. L’asta comincia il venerdi alle 18:00 e termina alle 20:00 della domenica della settimana successiva.
Il cliente ha la possibilità di visionare i prodotti e di partecipare all’asta in qualunque momento (il sito è attivo 24 ore su 24) e all’ultimo giorno, chi ha fatto l’offerta piu’ alta si aggiudica il lotto. Offriamo anche un servizio di imballaggio e spedizione assicurata con corriere, in quasi tutti i paesi del mondo, in quanto dobbiamo attenerci alle norme dei singoli paesi per l’import/export di alcolici, in alcuni casi molto restrittive. Per quanto riguarda i costi, sul prezzo finale battuto in asta, applichiamo una commissione del 6% al cliente che vende e del 12% al cliente che compra. Inoltre, per chi desidera applicare una riserva minima sul suo prodotto, applichiamo una commissione fissa di 6 sterline.

[AS] Secondo te, in poche parole, cosa si differenzia JWA rispetto ad altri siti di aste?

jwaclock[MM] JWA. offre un servizio professionale ma allo stesso tempo friendly come dicono qui in UK, con servizio gratuito di ritiro delle bottiglie (qui in Scozia).  Ogni bottiglia che arriva in sede viene attentamente valutata e controllata (sia per quanto riguarda il lato estetico ma sopratutto per verificarne autenticità e l’effettivo valore). Nel limite del possibile cerchiamo di non inserire bottiglie uguali nella stessa asta per evitare di svalutare il prodotto del cliente. Le nostre commissioni sono molto concorrenziali (quasi certamente le piu’ basse qui in UK). Offriamo un servizio di pagamento veloce per i clienti che vendono con noi.
Solitamente le case d’asta impiegano in media 3/4 settimane prima di pagare i clienti, noi in 14/16 giorni saldiamo il dovuto. 

[AS] Molti di quelli che ci leggono hanno il sacro fuoco del whisky e di certo vorranno sapere dei “titoli” su cui pensi sia bene investire. Però capisco l’imbarazzo anche nel rispondere. Ti chiedo invece quali imbottigliamenti/distillerie ti hanno sorpreso in positivo per le quotazioni che hanno raggiunto.

[MM] Se devo acquistare una bottiglia preferisco investire su prodotti con “age” o quelli di distillerie ormai chiuse. Macallan,Bowmore, Port Ellen , Springbank e Brora sono sempre una certezza. Ultimamente anche Mortlach ha raggiunto ottime quotazioni di mercato.. Stanno andando molto forte marchi giapponesi, come Karuizawa, Yamazaki, Hanyu e Chichibu e gli Americani ( Balcones, Van Winkle).

[AS] Ci puoi dire, se c’è, qual è l’identikit del venditore/compratore su JWA e se ci sono paesi più attivi rispetto ad altri.

[MM] E’ difficile descrivere il venditore/compratore tipo; la tipologia di clienti è molto vasta, molti prodotti arrivano dall’estero e non abbiamo un contatto diretto con il cliente.
Per quanto riguarda chi si presenta qui in sede, chi vende puo’ essere l’anziano che lavorava in distilleria, o chi ha del whisky in casa e magari ha bisogno di contante oppure l’appassionato che desidera “alleggerire” la sua collezione. C’è anche da dire che in questo momento vi sono molte persone che vogliono investire in Whisky, quindi vi sono anche molti venditori e compratori occasionali, che cercano di fare del “business”.
 Ho notato che i clienti di Taiwan prediligono molto le bottiglie mignon e Whisky anche con prezzi importanti, mentre nel resto dei paesi Asiatici vanno molto i nuovi imbottigliamenti con bottiglie e scatole molto appariscenti! Per quanto riguarda l’Europa, i clienti migliori sono in Germania, Olanda, Belgio e paesi Scandinavi, dove prediligono il prodotto di qualità per il consumo personale.  L’Italia per noi e’ un po’ il fanalino di coda, visto che non abbiamo molti compratori dal Bel Paese.

[AS] L’Italia si sa è patria di collezionisti ma anche di falsari. E’ ancora forte la diffidenza verso alcuni imbottigliamenti?

[MM] Molti clienti sono diffidenti verso le vecchie bottiglie provenienti dall’Italia, perche’ hanno dubbi sull’autenticita’ del prodotto. Per anni dal nostro paese, soprattutto per quanto riguarda delle marche ben specifiche, sono stati smerciati molti falsi. Per questo motivo chi intende comperare deve affidarsi a dei professionisti che sono in grado di garantire l’acquisto, e questo è il valore aggiunto della nostra casa d’aste.  Molti dei nostri clienti questo lo hanno capito, di conseguenza adesso che ci siamo fatti conoscere non abbiamo particolari problemi nel vendere anche le bottiglie che sono passate dall’Italia. Ad onor del vero poi, qualche prodotto falsificato lo si trova anche qui e parlo di prodotti esclusivi per il mercato Britannico.

[AS] Internet ha creato sicuramente molte opportunità ma penso abbia lo svantaggio di esporre informazioni spesso a chi non è molto esperto e richiedere cifre non in linea col mercato perché “l’ha visto su un  sito“. Che tipo di difficoltà trovi con chi ha bottiglie da mettere in vendita, magari lasciate in eredità, e non ha competenze in materia?

[MM] Vi sono clienti che si fidano ciecamente di noi, arrivano e ci danno carta bianca. Molte volte questi sono i clienti che realizzano il meglio dalla vendita, perchè hanno capito come funziona il mercato delle vendite online. Capita però il cliente che e’ convinto di avere la bottiglia piu’ bella e preziosa al mondo (proprio perchè magari vista su internet ad un prezzo esorbitante) chieda una riserva pari al prezzo dello stesso prodotto venduto magari in negozio nel centro di Londra. Ovviamente è anche nostro interesse realizzare il massimo da una vendita, ma bisogna essere realisti.Non si può pretendere di spuntare sempre dei prezzi di vendita elevati, perchè non tutte le bottiglie “viaggiano” allo stesso livello.

[AS] Avrai sicuramente aneddoti legati a qualche richiesta bizzarra o strana. Ce ne puoi raccontare uno?

[MM] Una volta un signore che aveva fatto un acquisto importante, al momento del saldo ci ha contattati dicendo che non era stato lui a fare l’offerta, ma il suo cane che aveva calpestato il portatile…Ci sono poi le persone convinte che una bottiglia che giace da 30 anni nella credenza di casa sia invecchiata.La cosa difficile a volte è far capire loro che non e’ cosi’ perche’ il prodotto non matura nella bottiglia, ma nella botte.

[AS] Visto che abiti in Scozia e hai la possibilità di annusare l’aria che tira, come pensi si evolverà il mercato del whisky in generale e invece rispetto al collezionismo

[MM] In questo momento il mercato del whisky si sta comportando molto bene. Anche per questo motivo, molte persone ancorchè inesperte, si sono buttate a capofitto su questo prodotto solo per trovare una forma alternativa di investimento. Questo ha portato ad un forte innalzamento dei prezzi delle bottiglie da collezione e sinceramente, con il trend attuale, non ho idea quanto questa situazione potrà durare, anche se io spero per molto! Recentemente molte distillerie hanno inserito nel loro range di nuovi Whisky “no age” cosa che a me non convince molto. Personalmente preferisco, come fanno i vecchi collezionisti che io conosco, mantenermi su bottiglie che riportano in etichetta l’eta del prodotto.

[AS] Tu hai una piccola collezione personale? Qual è la bottiglia a cui sei più affezionato? E quale whisky ti piace bere?

[MM] Non ho una grande collezione, ma non sono riuscito a separarmi da alcune rare bottiglie su cui fortunatamente sono riuscito a mettere le mani in questi anni. Una di quelle che preferisco però (sopratuttjwamatteoo per motivi affettivi ) e’ un Macallan 18 anni del 1975 (mio anno di nascita). Personalmente per quanto riguarda la degustazione, preferisco i gusti più morbidi, i Whisky troppo torbati non si addicono al mio palato. Mi piacciono i Macallan e Balvenie; qualche settimana fa un cliente mi ha fatto assaggiare un Dalmore di 40 anni e sono rimasto estasiato!

[AS] Per finire, ci puoi consigliare un luogo della Scozia a cui sei  affezionato?

[MM] La zona dello Speyside e’ molto bella, quando sono al nord a ritirare bottiglie o visitare distillerie rimango sempre affascinato dagli splendidi paesaggi. Edimburgo nonostante sia una citta’ relativamente piccola resta sempre molto intrigante!

[AS] Grazie Matteo e in bocca al lupo.

[MM] Grazie a te e crepi.

Just Whisky Auctions – JWA Blog
Unit 1, 15 Pitreavie Court
Dunfermline
Fife, KY11 8UU
Scotland

2 pensieri riguardo “Intervista a Matteo Menestrina (Just Whisky Auctions)

  • 27 febbraio 2015 in 10:22
    Permalink

    Bell’articolo Davide, mi aspettavo tuttavia che tu gli chiedessi il metodo di esportazione da UK verso l’Italia cito quello che dice lui…”per noi l’Italia e’ un po’ il fanalino di coda, visto che non abbiamo molti compratori dal Bel Paese”.. nel senso: per quei pochi compratori queste bottiglie passano per un magazzino fiscale o si elude la legge Italiana? tanto paga pantalone no? Magari mi sbaglio ma per me troppo friendly e poco trasparenza verso chi procede (almeno in Italia) con le regole della dogana… Veramente bell’articolo, bravo!

  • 2 marzo 2015 in 08:28
    Permalink

    Andrea, rivendendo a privati rimane in vigore, in Europa, la regola dei 10 litri. Un career globale gli svolge le pratiche. Il paese “impossibile” è la Russia. Integro a breve comunque con altre cose che mi ha detto.

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