Il whisky e la nuova etichettatura per gli alimenti

drinkawareIl 13 Dicembre 2014 sono entrate in vigore le nuove norme europee riguardanti l’etichettatura degli alimenti, il regolamento UE 1169/2011. Le nuove norme prevedono, con effetto immediato, alcune novità come ad esempio un elenco esaustivo degli allergeni da indicare, che comunque non coinvolgono i distillati in quanto la distillazione è un ottimo “filtro”. Quindi anche i distillati di cereali contenenti glutine sono di fatto adatti agli allergici o agli intolleranti. Trovate comunque un ottimo riassunto delle norme sul sito del Ministero della Salute. Ricordo anche che in Germania e Danimarca è obbligatorio indicare in etichetta se il distillato è stato colorato col caramello (E150).

Dal 13 Dicembre 2016 invece diventa obbligatorio indicare anche le informazioni nutrizionali, anche se le sostanze alcoliche (AVB >1.2%) sono ne sono tuttavia esentate. In UK sulle etichette degli alcolici è tuttavia spesso trovate l’indicazione di limitare l’alcool durante la gravidanza e un numero, chiamato UK alcohol unit. Di che si stratta? Si tratta di un valore normalizzato in base alla quantità e al contenuto alcolico. L’unità di alcool definita in UK è 10ml di alcool. Per calcolare quindi quante unità di alcool state assumendo dovete moltiplicare il volume della sostanza alcolica per il suo contenuto alcolico in ABV e poi dividere per 10. Quindi se vi fate 30ml di whisky al 50% di alcool state assumendo 1.5 unità di alcool. Se non volete fare calcoli complicati sappiate che 25ml di whisky al 40% rappresentano 1 unità di alcool tonda tonda e che equivalgono a 61 calorie, circa il 20% di un hamburger, che potreste smaltire in 6 minuti di corsa. In ogni caso vi suggeriscono di non eccedere 3/4 unità di alcool al giorno, che possiamo assimilare a circa 100ml di whisky al 40%. Se volete sapere se il vostro consumo settimanale è in linea con una vita sana, eccovi il calcolatore e sul  sito Drinkaware troverete altri dettagli, nel caso vogliate sentirvi in pace con voi stessi e correre mentre vi bevete un dram; potete anche scaricarvi una app sul vostro smartphone.

Perché vi faccio questa introduzione? Prima di tutto perché penso che, almeno per i parametri britannici, quasi tutti qui in Italia siamo sotto questa soglia che, da un lato, ci mette in una posizione virtuosa di consumatori consapevoli, dall’altro ci fa un mercato poco interessante. Ma in realtà l’introduzione serviva per riportare la notizia che, anche se non obbligatorio, la Diageo sta studiando di inserire comunque le informazioni nutrizionali sui propri prodotti. La forma è allo studio e sicuramente verranno inserite in etichetta ma anche nel sito drinkiq.com  e probabilmente stanno studiandousare un QR Code. La multinazionale britannica ha aperto un tavolo con la EU per cercare di standardizzare il concetto di “alcohol unit” nei 28 stati membri. Vedremo quindi come si presenteranno le etichette e alleniamoci a fare di conto.

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