Edrington si mette in proprio sul Travel Retail

edringtonSono quelle notizie al confine tra il “chi se ne frega” e “chissà cosa c’è dietro”. Mi gioco la seconda interpretazione avendo osservato come il mondo del travel retail si sia evoluto ed espanso negli ultimi anni. Il gruppo Edrington, che detiene il brand di single malt più famoso al mondo, Macallan, oltre a Glenturret, Highland Park e Famous Grouse, ha annunciato una propria azienda di distribuzione, la Edrington European Travel Retail, che va a sostituire la Maxxium Travel Retail,  una joint venture con Beam Suntory, che resiste per la distribuzione su altri canali. L’azienda farà parte di Edrington Global Travel Retail assieme a Asia Travel Retail, Edrington Webb Travel Retail Americas e Edrington-Fix Middle East. Il comando viene preso da Aristotelis Baroutsis che ha dichiarato : “Il canale travel retail si sta sviluppando velocemente e Edrington European Travel Retail è stata disegnata per arrivare più vicino ai clienti e consumatori. Sotto la Maxxium i nostri brand hanno raggiunto eccellenti risultati.” Non è un segreto che il canale degli aereoporti sia fondamentale per molte aziende (vedi risultati della Campari sui whisky), Macallan ne ha una linea completa anche per ricevere pubblicità gratuita dalla presenza di prodotti super esclusivi dai prezzi folli. La torta è appetitosa e probabilmente spartirla non era molto intelligente.

2 pensieri riguardo “Edrington si mette in proprio sul Travel Retail

  • 26 marzo 2015 in 19:38
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    Eggià… il travel retail: la gallina dalle uova d’oro delle multinazionali dello shopping!

    Ormai – nonostante i recenti disastri aerei – la gente viaggia sempre di più, e ovviamente ammazza il tempo facendo shopping prima di partire.

    Ma non immaginatevi niente di strano: le aziende non puntano tanto a voi, agli “hoi polloi” dei voli low cost o economy. Pensano solo alla clientela business, quella che non bada a spese (a piè di lista) per portare una prestigiosa bottiglia al cliente col quale concluderanno un affare.
    Ed ovviamente coccolano questa clientela con bottiglie dedicate, vendute solo in aeroporto, con corner “esperienziali” nelle sale frequent flyer, e con tutto l’arsenale marketing per piazzare ad ancora maggior prezzo il prodotto.

    COn voi popolaccio ubriacone che gira tra gli scaffali a caccia di un improbabile sconto – ormai impossibile, per i voli intra-UE – non vogliono avere molto a che fare. Al massimo vi piazzeranno in mano una bottiglia di spiritaccio – mettiamo Jack Daniels, una vodka qualsiasi, o un J&B – a prezzo maggiore di quello che trovereste nel market sotto casa vostra. Ma ovviamente si gioca sull’acquisto compulsivo!

    Il canale duty free ha salvato dal fallimento più di un’azienda – per esempio la Casa di cognac Camus nei primi anni 1960, grazie all’alleanza con la più importante catena USA, DFS (oggi parte di LVMH, guarda caso) – e tira come un pelo di f°°° specialmente in Asia/Pacifico.

    Chi ci guadagna? L’aeroporto, che incamera commissioni sostanziose sulle merci in vendita, ed il gestore, che vende senza accise e IVA. Voi, quasi mai: però avete acquistato un’illusione, e non è poco 🙂

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