Mettere la “ricetta” di un blended è contro la legge

compassStamattina dopo aver già la bile in subbuglio per aver letto che dopo lo stupido allarme trasmesso sommariamente e in modo superficiale dai giornali “sulla pericolosità delle carni rosse”, che pare abbia già portato a un calo nei consumi, mi sono imbattuto in un altro episodio di disinformazione perpretato però da organi ufficiali riguardante il whisky.
Sia chiaro che non siamo nello stesso campo della salute pubblica ma nel campo della trasparenza e dell’arroganza dell’industria quando si cerca di andare oltre il marketing. Qualche tempo fa Compass Box ha messo sul mercato un paio di blended: This Is Not A Luxury Whisky e il Flaming Heart. Bene, come loro uso sono piuttosto trasparenti nell’indicare i componenti dei loro blended e indicavano per ogni prodotto la composizione di malti, l’età e il tipo di legno usato. Il sogno di ogni whisky-geek. Pare che la Scotch Whisky Association abbia contattato Compass Box per biasimarli e aver inserito troppe inforazioni che, a loro dire, infrangerebbero addirittura le normative europee. L’ottimo John Glaser ha commentato al “Siamo sempre stati molto aperti nel dire le distillerie che usiamo e il tipo di botti. In questo caso siamo andati oltre e abbiamo messo tutte le informazioni, inclusi gli anni di maturazione”. Su segnalazione di un concorrente la SWA ha alzato il contenzioso per violazione della norma 12.3 dello Spirit Drinks Regulation No 110/2008, che dice che la menzione di età si deve riferire solo al componente più giovane di un distillato. La regola va applicata per ogni parte dell’etichetta ma anche per le pubblicità o il materiale di presentazione.

Glaser dice “crediamo che i produttori di Scotch debbano avere la libertà, ma non l’obbligo, di svelare i componenti dei propri blend. I consumatori hanno il diritto di sapere”. Continua poi: “nel passato, quando i consumatori chiedevano informazioni, la risposta dell’industria si rifugiava nel segreto, che era ovviamente una stupidaggine di marketing. Ora dovremmo dire che non si può perché è contro la legge, una cosa veramente ridicola. Creerà dei consumatori scettici”. Il direttore degli affari legali di SWA, Cormack, si appiglia alla legge europea e dice che UK non ha poteri di deroga.

Oltre a dire che Silvano Samaroli metteva queste informazioni nel No Age già parecchi anni fa e che certamente la comunicazione dell’età di un distillato è delicata (pensiamo alle età fasulle di molti rum), questa storia appare piuttosto grottesca nel suo sviluppo e sarebbe interessante scoprire chi è che ha alzato la manina per obiettare verso la SWA.

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