Spirit of Adventure: A Journey Beyond the Whisky Trails

Ci sono tantissimi libri sul whisky oramai, ma se volete una lettura divertente e che vi racconta il mondo del whisky di qualche anno fa, con un occhio diverso e da non addetto ai lavori, questo libro è consigliato. Certo dovete masticare un po’ di inglese e a volte ci sono espressioni non facilissime per un non madrelingua, ma il senso del libro e gli strumenti di traduzione oramai largamente diffusi (ancora più facili se lo leggete in formato ebook) vi possono venire incontro.

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Tom Morton (foto BBC)

Tom Morton, nella sua oramai carriera trentennale, ha raggiunto in patria una grossa fama soprattutto in radio, nonostante abbia scritto anche diversi libri e articoli. Attualmente conduce una trasmissione, a BBC Scotland dalle Shetland e per molti anni un’altra seguitissima trasmissione, Morton through Midnight; inoltre cura un blog, Beatcroft, e un omonimo account Twitter.

Spirit of Adventure è un libro sul whisky ma è anche un libro di viaggio sia sulla strada che introspettivo. Tom decide di partire con un vecchio sidecar della Germania Est, una MZ. battezzata da Morton “the orange monster”, per visitare le distillerie di Scozia e cercare di capirne di più, visto che era quasi a digiuno del nobile distillato. Tra pioggia, guai alla moto e viaggi avventurosi tra le strade delle Highlands ci riporta al mondo del whisky dei primi anni ’90, completamente diverso dagli eccessi dei nostri giorni e molto meno in mano al marketing e ai prezzi da capogiro. Il libro tra ironia, sarcasmo, sbronze e considerazioni più profonde, rese leggere da Morton, che strappa spesso un sorriso o una risata, fornisce uno spaccato del mondo del whisky che forse si ritrova adesso solamente viaggiando fuori stagione.
Interessante notare come la maggior parte degli imbottigliamenti di single malt fossero ai tempi degli 8 anni e che le maturazioni più “importanti” fossero riservate solo a poche distillerie. Non a caso la mitica pubblicità della Macallan ci ricordava nella sua versione UK come un 10 anni fosse una cosa eccezionale (in Italia fu applicato al celeberrimo 7 anni). Il viaggio, nel libro, parte dall’isola di Skye e si snoda tra tantissime distillerie, alcune gradite allo scrittore, altre molto meno; cito Glenfiddich, con cui ho il medesimo rapporto, di cui dice che è inutile come un Lambrusco bianco.

Per capire come siano cambiati i tempi e la visione delle cose: “Un modo di fare soldi è uscire con delle edizioni limitate vecchie o molto forti a un prezzo irragionevole. Ci sarà sempre un idiota pronto a pagare 50, 80 o 500 sterline per una bottiglia di fumo così forte da scioglierti i denti o talmente vecchia dal sapore solo di legno”.

I drank nothing but mineral water. And some champagne. And few Glenfarclas 105s, a measure of which I poured into the beast’s petrol tank.

In generale è molto divertente il continuo scherzare sull’abuso di alcool, di cui vi do alcune pillole liberamente tradotte o parafrasate. Morton spiega il rito del “dramming”, già abolito per motivi di salute e sicurezza, dove i lavoratori potevano farsi tre o quattro dram di distillato bianco (quello che esce oltre il 70%) e venivano premiati con dram extra per lavori particolarmente duri o sgraditi. Un suo amico dottore gli spiegò che secondo lui si usava per fidelizzare i dipendenti facendoli diventare, appunto, dipendenti dall’alcool. Morton, conclude in modo dissacrante, sospettando che il suo amico dottore abbia simpatie comuniste. Racconta poi che alcuni operai delle distillerie gli hanno raccontato che bevono il fermentato (wash) spergiurando sia un’ottima cura contro il post sbornia (hangover) ma aggiunge “siccome probabilmente sono degli alcolisti senza speranza, questo consiglio andrebbe ignorato”. In un altro passaggio: “Ho conosciuto solo un paio di bevitori pesantemente dipendenti dall’alcool; il loro concetto di astinenza era quello di bere sherry dolci o mezze pinte di birra molto alcolica invece che whisky e pinte intere. La moderazione per loro era ubriacarsi solo di sera”.

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La prima edizione

Divertentissimo il suo prendersi gioco del “noioso” Barnard, autore del famoso libro sulle distillerie delle isole britanniche. “The whisky distilleries of United Kingdom” dice  “ha qualche chicca ma è di una noia interminabile con la sua ossessione per la dimensione e la capacità di tubi, condutture, alambicchi e serbatoi. Freud avrebbe avuto un’ottima seduta con lui. Ma la cosa peggiore, avendo avuto la possibilità di assaggiare i prodotti di tutti quegli alambicchi, è che ne parla molto di rado”.

Per chi poi è avvezzo ai traghetti per Islay si ritroverà nella descrizione “Dopo due ore di cibo allegramente unto e, di conseguenza, di stomaco pesante, arriviamo a Port Askaig”. Per gli amanti della storia e delle mani dietro la schiena, invece, Ardbeg era fatta funzionare dal personale di Laphroaig e non gli fu possibile la visita nemmeno su appuntamento. Morton parla in maniera entusiastica di Iain Anderson, il prestigioso Distillery Manager di Laphroaig che ben spiega il mistero del whisky: “usiamo la stessa acqua di Lagavulin e la medesima forma dei wash still; al momento usiamo lo stesso malto di Ardbeg eppure Laphroaig è totalmente diverso.

Del libro esistono varie edizioni, vi riporto le ultime.

Spirit of Adventure: A Journey Beyond the Whisky Trails – Tom Morton

Formato Kindle

  • Editore: The Beatcroft (14 febbraio 2013)
  • Lingua: Inglese

Paperback: 211 pagine

  • Editore: Tom Morton; Third edition (1 Aug. 2007). First Published 1993.
  • Lingua: Inglese
  • ISBN-10: 1427620148
  • ISBN-13: 978-1427620149

5 pensieri riguardo “Spirit of Adventure: A Journey Beyond the Whisky Trails

  • 22 marzo 2016 in 13:21
    Permalink

    Thank you so much David! Very much appreciated.
    Tom Morton

  • 30 marzo 2016 in 12:57
    Permalink

    Appena consegnato, trovato usato a euro 6.50 senza spese di spedizione. Adesso inizierà la dura traduzione del testo con il mio inglese maccheronico. Mannaggia a te!

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