Silvano S. Samaroli, un gigante

Ho lasciato passare un po’ di tempo dalla scomparsa di Silvano Samaroli per evitare che i ricordi personali sopraffacessero un profilo che merita considerazioni molto più ampie e che, secondo me, vanno ben oltre il Silvano interprete e scopritore di prodotti straordinari. Senza esagerare, stiamo parlando di un uomo che è rimasto sul mercato del bere di alta qualità per oltre mezzo secolo lasciando un segno indelebile. Non si può ignorare il Silvano pioniere dei cask strength e dei single cask; Silvano che metteva il nome della distilleria in secondo piano (o addirittura lo ometteva) mettendo al centro il prodotto; Silvano che abbandonava le gradazioni piene per passare a un lento e oneroso processo di diluizione al 45%; Silvano che snobbava poi le età di maturazione mettendo sul mercato un NoAge assemblando in verticale single malt vecchissimi per produrre blended, oramai snobbati dai “connoisseurs”, anche per denunciare una standardizzazione dei gusti e degli ingredienti portata dall’industrializzazione del whisky. Tutto questo rimane ed è contenuto nel suo testamento spirituale, Whisky Eretico, e nelle numerose testimonianze dei grandi prodotti che ha lasciato nelle menti degli appassionati e sugli scaffali dei collezionisti.

Proprio la sua grandezza come scopritore, reinventore e reinterprete della qualità ha forse offuscato un altro aspetto che spesso gli artisti e i creativi trascurano o non sanno gestire: fare l’imprenditore. Silvano credo sia stato anche un grande imprenditore e professionista, supportato da una grande cultura, che ha saputo inventarsi e valorizzare un lavoro che non esisteva, capendo come si doveva vendere, a che prezzo e chi potevano essere i suoi clienti. Nell’ultima apparizione pubblica disse proprio “i clienti me li sono fatti quasi tutti dopo le nove di sera girando per i ristoranti”. Gli incontri decisivi con Veronelli e col Gambero Rosso potrebbero essere derubricati a colpi di fortuna, ma l’essersi costruito una azienda con una marginalità altissima mantenendo i costi bassi non è altro che abilità imprenditoriale e senso degli affari. Silvano, al cospetto di un carattere che poteva non apparire semplice, aveva anche un grande rispetto per il bene più importante, i suoi clienti; rispondeva immediatamente e senza remore alle email o alle domande di chiunque gli chiedesse qualcosa. Un collezionista una volta gli disse, con un po’ di deferenza e ammirazione: “Signor Samaroli io sono onorato di avere in collezione moltissime delle sue bottiglie”. Lui rispose più o meno con queste parole: “sono io che sono onorato e la ringrazio per averle acquistate”.

Qui trovate il ricordo di altri amici:

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