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Cantù, Scozia

Venerdì abbiamo, credo degnamente, festeggiato il buon Burns all’enoteca Vini e Più di Cantù (che ringraziamo molto per la grande ospitalità ) assieme a Claudio e Igor di I Love Laphroaig e ad altri 23 amici che sono rimasti per 4 ore (!) ad ascoltarci.
A dare un tocco veramente scozzese alla serata ci hanno pensato, oltre ai whisky, anche Emanuele con la sua bellissima cornamusa e lui, l’haggis del capo, in tutto il suo splendore e proveniente direttamente da Elgin.
Per la cronaca, sia la versione originale che quella vegetariana sono piaciute molto anche ai più scettici e a chi, solitamente, non vuole vedere nemmeno in foto interiora e frattaglie.
Abbiamo innaffiato l’haggis con un 100 Pipers degli anni ’80 e il tema eighties è continuato anche con gli altri sei imbottigliamenti.
Il W5, Glen Grant 5, Macallan 7, Cardhu 12, Knockando 12 e Laphroaig 10. Dalle vostre schede ha vinto il torbato (ovviamente, siamo in Italia e vincono sempre i torbati) anche se avrei messo il Laphy a pari merito col Cardhu. Molti degli imbottigliamenti appena versati erano molto “chiusi”, e’ stato molto interessante riprovarli dopo il primo giro e vedere la loro evoluzione. Il W5 risentito alla fine (prima del Laphy) era una vera e propria caramella mou.
La cosa che mi ha colpito in quasi tutti gli imbottigliamenti è la presenza comunque decisa del malto nei profili aromatici e una poca invasività del legno, che ho trovato molto caratterizzante solo nel Macallan.
Io e Claudio ci siamo messi ai due angoli della sala e spero che il tutto non vi abbia annoiato, per lo meno dovendo girare la testa non credi vi siate addormentati.
Per chi c’era, sono ben accette sia le critiche positive che negative.
Qui trovate il resoconto di Claudio.

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2 pensieri riguardo “Cantù, Scozia

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