Volendo fare gli sboroni in un bar di Shangai

Tanti anni fa Sergio Caputo cantava “Un’insegna verde menta mi promette un whisky bar”. Beh pare che una situazione del genere si presenti più frequentemente a Shangai che non a Glasgow.
Oramai facciamo discorsi sul whisky e Asia da mesi ma aggiungiamo un altro mattoncino prendendo spunto da vari artcoli e in particolare uno di Reuters.

Darren Hosie ha 37 anni, è nato a Glasgow e lavora per Pernod Ricard da sette anni e dal 2007 è international brand ambassador per Chivas Regal, Ballantine’s e The Glenlivet.
Darren dice che oramai in Cina il whisky ha terreno fertile ed è molto apprezzato, anche se ancora la cultura in materia non è molto elevata e quindi è entusiasta del suo lavoro di “divulgatore” presso consumatori e soprattutto baristi.

La cosa particolare è che i cinesi vedono l’acquisto di bottiglie e non di dram come uno status symbol. Preferiscono avere bottiglie sul tavolo e far vedere a tutti cosa stanno bevendo e il whisky è un indicatore di benessere di “rango”. La crescita cinese in termnini di importazioni di whisky (+24%) ne è testimonianza. Oramai il whisky ha raggiunto il Cognac nelle preferenze dei cinesi.

Il fatto che il mondo sia assetato di whisky è testimoniato da circa 800 milioni di euro di investimenti in nuove distillerie ed espansioni negli ultimi 3 anni…vi siete convinti che il mondo è cambiato?
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